Innovazione, sicurezza e umanizzazione delle cure per il futuro della comunità. Una giornata di festa, di riconoscenza e di visione per il futuro.

Un patrimonio restituito alla comunità

Il 30 giugno 2026 la Fondazione Elisabetta Germani ha celebrato la conclusione dei lavori di efficientamento energetico, adeguamento antisismico e riqualificazione degli ambienti interni, un intervento definito da tutti come epocale per dimensioni, complessità e valore sociale.

Una casa più sicura, moderna e sostenibile

Il Presidente Enrico Marsella ha ricordato che la Fondazione riconsegna ai residenti “una casa più sicura, più moderna, più confortevole e più sostenibile”. Ha sottolineato che amministrare una Fondazione significa custodire un patrimonio costruito nel tempo e consegnarlo alle generazioni future migliore di come lo si è ricevuto: un impegno che va oltre l’ordinaria gestione e che richiede visione, responsabilità e capacità di cogliere opportunità complesse.

L’accesso al Superbonus 110%, ottenuto in extremis grazie a un intenso lavoro tecnico e istituzionale, è stato un esempio concreto di questa capacità: trasformare una possibilità difficile in un risultato tangibile per la comunità.

Il Presidente ha insistito su un concetto fondamentale: la struttura non è solo un edificio, ma la casa dei residenti, un luogo di vita e di identità. Per questo la riqualificazione è stata pensata per restituire comfort, sicurezza e bellezza a chi vive qui ogni giorno.

Un ringraziamento particolare è stato rivolto ai residenti, alle famiglie e agli operatori che hanno affrontato i disagi dei lavori con pazienza, fiducia e professionalità. Marsella ha voluto riconoscere anche il lavoro silenzioso di chi opera dietro le quinte – tecnici, amministrativi, contabilità, economato, personale del personale, URP – ricordando che ogni ruolo è parte di un unico organismo.

La conclusione dei lavori è stata definita come una promessa mantenuta: la prova che la Fondazione è un’istituzione affidabile, coerente e capace di trasformare la visione in realtà.

Il cantiere visibile e il cantiere invisibile: la trasformazione culturale

Il Direttore Generale Ivan Scaratti ha evidenziato che la riqualificazione non è stata solo edilizia, ma soprattutto culturale.

Accanto al cantiere fatto di muri, impianti e tecnologie, la Fondazione ha portato avanti un cantiere invisibile, fatto di relazioni, formazione, innovazione e visione. Un cantiere che ha rinnovato non solo gli spazi, ma il modo di abitarli, e soprattutto il modo di prendersi cura delle persone che li vivono.

La sostenibilità come gesto di cura

Il Direttore Generale Ivan Scaratti ha sottolineato anche che Fondazione ha efficientato energeticamente la struttura non solo per risparmiare, ma per liberare risorse da restituire alle persone: formazione, innovazione, welfare, tempo per la relazione, riconoscimenti per i dipendenti.

La tecnologia, compresa l’intelligenza artificiale, è stata introdotta non per sostituire le persone, ma per restituire tempo alla relazione, che è il cuore della cura.

La comunità professionale come motore della trasformazione

La trasformazione è stata possibile grazie a una comunità professionale che ha dimostrato maturità, dedizione e senso di appartenenza.

Fondazione si definisce un noi operante, una comunità che cresce insieme: tutor che accompagnano i nuovi colleghi, docenti interni che formano, mediatori culturali che favoriscono l’integrazione, professionisti che rafforzano la lingua italiana, responsabili che guidano percorsi di crescita, un piano strategico sul personale che rappresenta la sfida dei prossimi anni.

La scelta di aprire la Fondazione all’Europa, integrando professionisti dall’estero, è stata presentata come un atto di coraggio e di visione.

La Fondazione come ecosistema di servizi e laboratorio di innovazione

La Fondazione non è più solo RSA, RSD, riabilitazione o domiciliare. È diventata un ecosistema di servizi, una piattaforma di cura, un laboratorio di benessere e innovazione, un centro di apprendimento, un incubatore di sperimentazioni. Fondazione è una realtà che non attende, ma progetta, sperimenta, si mette in gioco, dialogando con Regione, Comuni, ATS, ASST, Università, scuole, Terzo Settore, volontariato e reti europee.

Ponti invisibili verso destini comuni

Il Direttore Generale Scaratti ha concluso la mattinata citando Eugenio Borgna: “Le parole possono essere ponti invisibili verso destini comuni.” La Fondazione vuole essere proprio questo: un ponte tra fragilità e speranza, tra cura e vita, tra presente e futuro.La struttura rinnovata è la cornice, seppur straordinariamente rinnovata e adeguata. Il vero patrimonio è la comunità che la abita, la fa vivere e la fa crescere.

L’ambiente come parte attiva della cura

Il Direttore Sanitario Isabella Salimbeni ha richiamato il valore terapeutico degli ambienti:

“Un ambiente luminoso e curato riduce l’ansia, sostiene la stabilità cognitiva, stimola emozioni positive e comunica dignità.”

L’umanizzazione delle cure passa anche attraverso la qualità dei luoghi in cui queste si esercitano. Umanizzazione che non è solo praticare gentilezza, ma è il riconoscimento profondo che i residenti che accogliamo non sono solo una malattia da trattare, “corpi da aggiustare”, ma persone uniche, portatrici di una storia, di desideri, di aspettative, di timori e paure e con legami affettivi che hanno il diritto di continuare a coltivare. “Nessuna struttura, per quanto bella, ha senso senza le persone che la abitano”.

Le autorità presenti

Hanno portato il loro saluto e il loro sostegno:

  • S.E. il Vescovo Antonio Napolioni, che ha richiamato il valore comunitario e la forza dell’umanità nel percorso di cura;
  • Il Sindaco, Nicolò Garavelli, che ha sottolineato il ruolo della Fondazione nel welfare locale e l’orgoglio di avere Fondazione nel proprio territorio;
  • Il Direttore Sociosanitario dell’ASST Cremona, dott. Giorgio Scivoletto, che ha evidenziato come l’inaugurazione di Fondazione non rappresenta soltanto il completamento di un importante intervento di ristrutturazione. Rappresenta la scelta di mettere al centro la dignità della persona, il benessere degli ospiti, la serenità delle loro famiglie e la qualità del lavoro di chi ogni giorno si prende cura degli altri;
  • Il Presidente nazionale UNEBA, dott. Massi, che ha elogiato Fondazione Germani per essere una eccellenza nel panorama sociosanitario del territorio lombardo e si è detto orgoglioso di vedere come gli enti associati ad Uneba continuino a spendersi per il bene della propria comunità, allargando i propri orizzonti;
  • Il CEO di Idroclima, Roberto Quinzanini, l’arch. Grandi e la Vice Direttore Generale Bergogni Stefania che hanno illustrato gli interventi eseguiti sia con il superbonus che con risorse di Fondazione;
  • Il Maresciallo dei Carabinieri, Antonio Della Ragione, ha portato il saluto dell’Arma e della comunità locale.
Un impegno che continua

La giornata ha rappresentato non un punto di arrivo, ma una tappa di un percorso più ampio. La Fondazione conferma la volontà di continuare a innovare, sperimentare e costruire ponti tra fragilità e speranza, restituendo alla comunità un patrimonio più forte, più umano e sempre in evoluzione.